Venerdì 18 novembre prof. Pinto

... ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio...

Oscar Wilde

Carlo Pisacane. La spedizione di Sapri.

Conflitto civile e guerre nazionali

prof. Carmine Pinto

il Prof. Pinto e la spedizione di Sapri di Carlo Pisacane

 

 

 

Si è svolta venerdì scorso, con un grandissimo successo di pubblico e di critica, presso l’Arciconfraternita della SS. Annunziata e del SS. Rosario, la lezione tenuta dal professor Carmine Pinto:“Carlo Pisacane e la Spedizione di Sapri”. La serata si è aperta con la lettura, da parte diBarbara Tesauro, della poesia “La Spigolatrice di Sapri” scritta da Luigi Mercantini nel 1858. Spazio anche per la musica con le ragazze dell’ensamble dell’associazione Estate Classica della professoressa Nella Pinto composto da: Laura D’Angelo, Carmen Armenante e Giovanna Serretiello, che hanno eseguito tra brani classici della canzone napoletana. La lezione ha preso il via con l’introduzione all’argomento della serata da parte del professor Antonio Gazia, direttore artistico del contenitore culturale de “La Congrega Letteraria”. La lezione del professor Carmine Pinto ha coinvolto il pubblico, che ha vissuto con emozione la genesi, la realizzazione e l’esito fallimentare della spedizione di Carlo Pisacane, definito dal professor Pinto “uno degli eroi romantici per eccellenza”, per il suo vissuto personale, militare e politico. Un’indagine a tutto tondo da parte del professore che si è soffermato anche sulla situazione politica nazionale e internazionale del diciannovesimo secolo. Una spaccato di storia italiana che ha appassionato i presenti e ha portato ad uninteressante ed acceso dibattito al termine della lezione, al quale hanno preso parte: Carmine Santoriello, Vito Pinto, Rosa Labadia, Luca Lezzi, Antonio Gazia e Alfonso Mauro, i quali si sono confrontati con il professore Pinto sui contenuti della serata. Al termine dell’incontro, presentato come sempre magistralmente dal giornalista Aniello Palumbo, è stato consegnato al professor Carmine Pinto e alle musiciste un Premio in ceramica creato dalla Bottega Artigiana Relazionale “BAR”, che ogni venerdì collabora con la Congrega Letteraria con una mostra mercato di artisti vietresi.

 

 

Francesco Barbato

 

 

Vietri, Carlo Pisacane e la spedizione di Sapri raccontati dal professr Carmine Pinto alla Congrega Letteraria

 

 

 

 

Di Carlo Pisacane e della spedizione di Sapri ha parlato in modo approfondito il professor Carmine Pinto, docente di Storia Contemporanea del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, autore di numerosi saggi e monografie, considerato uno dei massimi studiosi contemporanei dell’800, durante il sesto degli “Incontri di Cultura” de “la Congrega Letteraria”, che si tengono presso l’Oratorio dell’Arciconfraternita SS. Annunziata e SS. Rosario di Vietri, organizzati dal Direttore Artistico della manifestazione, il professorAntonio Gazia, insieme ad Alfonso Vincenzo Mauro e Francesco Citarella. Il professor Gazia ha introdotto la relazione del professor Pinto spiegando il senso della spedizione di Sapri e commentando la poesia di Luigi Mercantini:“La Spigolatrice di Sapri”, che è stata recitata, con grande coinvolgimento emotivo, da Barba Tesauro. “E’ stata una testimonianza e un valido esempio di formazione per generazioni di giovani italiani rispetto all’epopea del Risorgimento Italiano” ha spiegato il professor Gazia.

 

Il professor Pinto ha spiegato il motivo che portò a organizzare la spedizione di Sapri; ciò che rappresentò nella storia del Risorgimento italiano e il mito di Carlo Pisacane. “ La spedizione di Sapri fu un’impresa disperata. In termini politici rappresentò l’ultima impresa di Mazzini e non di Carlo Pisacane che era un dirigente politico di un certo peso all’interno del movimento unitario: era un ex ufficiale del Genio Militare Borbonico che, per una vicenda sentimentale con Enrichetta Di Lorenzo, una donna sposata e con diversi figli, disertò l’esercito borbonico fuggendo da Napoli con lei. Continuò a fare il militare arruolandosi nella “Legione Straniera” in Algeria. Quando iniziò la grande rivoluzione del 1848, si rese conto che poteva essere la grande occasione. Si dimise dalla “Legione Straniera” e raggiunse la Lombardia, dove guidò un piccolo reparto di volontari. Dopo varie vicissitudini, nel 1849 Pisacane si presentò, a Roma, a Mazzini, un uomo che sapeva gestire il potere e gli uomini, che lo nominò Ministro della Guerra. All’interno del movimento nazionalista italiano, Pisacane acquisì una certa notorietà. Fallita “La Repubblica Romana” Pisacane, come Mazzini e gli altri, riuscì a fuggire vivendo poi in esilio”.

 

Il professor Pinto ha spiegato che il più grande regista della storia italiana fu Cavour:” Come Fellini, riuscì a dirigere tutti i personaggi del nazionalismo italiano. Utilizzando tutti questi “grandi attori” riuscì a realizzare l’unificazione italiana. La spedizione di Sapri fu la sfida di Mazzini alla monarchia sabauda e al Conte di Cavour; fu l’ultimo tentativo da parte di Mazzini di conquistare una leadership nel movimento nazionalista italiano, sfidando la leadership politica che il Conte di Cavour, il nazionalismo moderato e la monarchia sabauda avevano, di fatto, conquistato. La spedizione di Sapri, si dimostrò una follia perché era l’espressione di una parte minoritaria del nazionalismo italiano; tutti erano contro, compreso lo stato maggiore della sinistra: Garibaldi, Bixio, Musolino, la consideravano una pazzia. La spedizione durò meno di una settimana. Il gruppo di Pisacane s’imbarcò a Genova su un piroscafo di linea che doveva arrivare a Tunisi. Se ne impossessarono e lo dirottarono a Ponza dove trovarono alcune centinaia di poveri disgraziati che il Re aveva fatto relegare, militari in punizione e qualche criminale. Liberò 300 persone dopo aver ucciso un ufficiale borbonico. Sbarcarono tra Sapri e Vibonati e tentarono di organizzare la rivoluzione delle province e marciare su Napoli. Arrivati a Padula furono assaltati dalla Guardia Urbana e dalla Gendarmeria che li sconfisse in un paio d’ore. Con una sessantina di uomini Pisacane cercò di fuggire verso Sanza dove, quelli che non riuscirono a scappare, furono massacrati dalla Guardia Urbana ed anche dalla popolazione locale”.

 

Nonostante tutto, la storia della Spedizione di Sapri si trasformò in un mito:” Perché la storia della Spedizione di Sapri è una storia romantica per eccellenza. Pisacane è diventato un mito alla sua morte. L’esperienza più disastrosa della storia del Risorgimento italiano ha fatto diventare Pisacane e quelli che lo avevano seguito nella spedizione degli eroi. Pisacane è diventato l’eroe romantico per eccellenza. Nel 1864, il deputato Nicotera fece realizzare la statua di Pisacane che è nella Villa Comunale di Salerno”.

 

Alla serata ha partecipato un trio d’archi composto da Laura D’Angelo, Giovanna Serretiello, e Carmen Armenante, dell’associazione “Estate Classica”, diretta dalla professoressa Nella Pinto, che hanno mirabilmente eseguito tre brani del repertorio classico napoletano.

 

 

di Aniello Palumbo

 

 

La Congrega Letteraria

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realizzazione sito e grafica Vincenzo Citarella